Basta con le Pmi
di Luigi Ferro · 22 febbraio 2008L’altro giorno aprendo la presentazione dell’indagine di Mediobanca sulle medie imprese, Franco Locatelli del Sole 24 Ore ha detto che questa indagine manda in archivio l’acronimo Pmi perché le medie imprese hanno assetti proprietari, governance e altro completamente differenti.
Credo che Locatelli abbia perfettamente ragione e che l’utilizzo del termine Pmi non sia solo un problema linguistico. Anche in occasione di un incontro con Idc si era detta una cosa simile, ma da allora poco è cambiato. Così, soprattutto nel mondo Ict, quando parli con un’azienda devi prima capire quali sono per loro le Pmi. Quelle di Cisco sono infatti differenti da quelle di Microsoft che a sua volta sono differenti da quelle di Ibm. Eppure tutti parlano sempre di Pmi.
La situazione peggiora quando di mezzo di sono le ricerche. Uno dei grandi pregi dell’indagine di Mediobanca è che sai precisamente di cosa si sta parlando. Spesso invece vai a sentire i risultati di un’indagine e scopri che si parla di Pmi ma si intendono le aziende sopra i cinquanta dipendenti. Il che significa che l’acronimo perde la P. L’acronimo viene spesso utilizzato svincolandolo dal suo effettivo significato.
Ti presentano un prodotto adatto per i piccoli uffici e ti parlano sempre di Pmi. La vera distinzione da utilizzare è quella fra micro, piccole e medie imprese. E’ inutile, anche dal punto di vista comunicativo fare confusione parlando sempre di Pmi.
E per le orecchie di tutti sarebbe ancora meglio non pronunciare Pmi all’inglese come pi em ai. Quello basta, per favore.
Ovviamente in tutto questo anche i giornalisti hanno le loro colpe.
Tags: Pmi
28 febbraio 2008 alle 18:32
Era ora che si cominci a mettere ordine e chiarezza in quello che si misurera/ebbe con ricerche che vengono sfornate come panini all’olio.
E speriamo anche che si cominci a non pretendere di offrire un caterpillar ad un giardiniere per sistemare l’aiuola.
Sono anche d’accordo che una buona parte delle responsabilità nell’equivoco costante sia stata generata dai manager (tutti noi) e dalla stampa: tutti sino ad oggi (e ancora per un po’, verosimilmente, per molti) a “sorvolare appassionatamente sulle differenze”…
Si resta sorpresi piuttosto, a mio modesto giudizio quando, specificatamente per il settore delle applicazioni/soluzioni/servizi ICT, la soglia discriminante tra media e piccola sarebbe molto semplice da individuare nonchè tradurre da domanda in risposta: esiste un responsabile ICT in azienda? => risposta affermativa = NON si tratta di una piccola organizzazione; risposta negativa = si tratta di una piccola.
Tale discriminante è più forte di ogni altra perchè i processi decisionali nell’area ICT sono radicalmente diversi nei due casi, e tale discriminante è mediamente più valida, cross-segment(ndr. altro aspetto che pesa e che fa sballare le ricerche) di ogni altra quali fatturato, addetti, numero di PC.
Basti pensare che esistono aziende piccole per fatturato o per addetti che hanno un responsabile delle decisioni e delle scelte ICT perchè l’ICT è valutato come strategico, e ne giustifica avere un responsabile interno, come esistono delle aziende molto grandi in termini di fatturato o di addetti, che non hanno in Italia una figura perchè semplicemente si tratta di una multinazionale dove le decisioni in tale ambito si prendono all’estero (ma la intervistano ugualmente). La differenziazione per PC poi oggi comincia a non avere proprio più senso, eppure qualche famosa azienda a me molto nota insiste ad adottarla internamente… mah.
Grazie
Saluti
Francesco Orrù
29 febbraio 2008 alle 09:20
L’analisi di Francesco mi sembra molto interessante; aggiungo che all’ICT Trade di un paio di anni fa avevamo detto pubblicamente che in Italia esistevano (ed esistono) le MPI (detto all’italiana….) = le MOLTO PICCOLE IMPRESE. Come filiera (vendor - distributore - rivenditore) dovremmo trovare un metodo per lavorare su questo mercato efficentando molto il processo di vendita: la soluzione non è sicuramente proporre i notebook a 400 € ivati o le multifunzione a 50 € perchè poi il margine in valore assoluto non copre i costi della vendita.
Grazie e saluti a tutti